Nozioni base sull’ormeggio

Una barca ha bisogno di alcuni punti fissi per restare ferma in un determinato punto sull’acqua. Questa azione è comunemente chiamata ormeggio. Ci sono vari modi di ormeggiare la barca: ad un pontile, ad una banchina, all’ancora, alla boa, ad un’altra imbarcazione; ed ancora, rispetto ad un pontile o ad una banchina, di poppa, di prua, di murata.

Ormeggio di poppa

Di seguito analizzeremo l’operazione di ormeggio ad un pontile o banchina con “poppa a terra”, ovvero con la poppa

verso il punto in cui scendere dalla barca. Questa tipologia di ormeggio risulta il più diffuso perché è sicuramente più facile sistemare una passerella a poppa per scendere a terra e  perché in questo modo la manovra di uscita dall’ormeggio sarà più semplice.

Analizziamo ora praticamente un’operazione di ormeggio in totale autonomia, sia in entrata che in uscita.

Mollare l’ormeggio

Non appena tutto è sistemato, ospiti, bagagli ed il motore è acceso in folle, siamo pronti per mollare l’ormeggio.

Una prima occhiata sicuramente va a cosa ci circonda: altre barche, condizioni del mare, vento ed infine allo spazio che abbiamo a disposizione davanti a noi per uscire. Ipotizziamo di avere vento a poppa: ora si incomincia a mollare l’imbarcazione. Sciogliamo i nodi della cima a prua chiamata pendino (o corpo morto, o ancora trappa) dalle bitte, liberiamo le cime dai passacavi (o bocche di granchio) e molliamo in acqua la cima (se sono due, indifferentemente prima a destra e poi a sinistra), facendo attenzione che non rimangano impigliate sul pulpito, sui parabordi o da qualche altra parte. Tornando a poppa poi liberiamo, con lo stesso procedimento (nodi, bocca di granchio e cime in acqua), prima il lato più vicino al timone, di seguito quello più lontano. Così facendo avremo un aiuto dal vento che manterrà la barca lontano dal pontile e la spingerà fuori dall’ormeggio; dopo di che si va al timone, si ingrana la marcia e lentamente si esce dall’ormeggio. Una corretta azione di uscita fa sì che non ci siano imprevisti come una cima nell’elica, danni ad altre barche, ecc…
E se il vento fosse contrario? Allora l’ordine delle cime tra prua e poppa andrebbe ad invertirsi e scioglieremo prima le cime di poppa e poi le cime di prua.

Ormeggiare la barca

Prendiamo in considerazione le stesse condizioni meteo descritte prima. Sistemiamo i parabordi sulle murate prima di entrare nel canale d’ormeggio. Una volta effettuata la manovra per entrare nel nostro spazio di ormeggio (manovra di cui parleremo nei seguenti articoli) tenendo a portata di mano il mezzo marinaio, portare il motore a folle, lasciare il timone e prendere la prima cima a poppa più vicina a noi, passarla accuratamente nella bocca di granchio, annodarla vicino alla bitta avendo cura della giusta distanza tra la banchina e la bitta. Dopo aver dato “di volta” all’altra cima di poppa si va ad assicurare il “pendino” a prua, compiendo le stesse azioni con le stesse modalità. Anche in questo caso il vento di poppa terrà lontano lo scafo dal pontile mentre porteremo le nostre cime a prua. Il motore andrà spento soltanto ad ormeggio terminato e con la barca in sicurezza.
E se il vento fosse contrario? Anche stavolta l’ordine delle cime tra prua e poppa andranno invertiti.

Ormeggio di prua

In alcuni casi però c’è necessità di effettuare una manovra più facile e veloce (ed esempio in caso di mal tempo)

quindi di preferisce attraccare con la prua.
L’ormeggio di prua è esattamente l’inverso dell’ormeggio di poppa. Per entrare accostiamo quanto più è possibile la prua a terra e ormeggiamo prima di prua e poi di poppa, o viceversa in base alla direzione del vento, rispettando le distanze già segnate sulle cime.

Ormeggio di murata

Ormeggiare la barca

Nel caso di un ormeggio a murata, ove possibile, preferire ormeggi con a disposizione uno spazio di almeno il 50% superiore alla propria imbarcazione.

Una volta accostata la barca di murata a terra la prima cima che va annodata alla bitta e quella in direzione del vento; per cui se si ha il vento di prua va assicurata alla banchina prima la prua e poi la poppa, in modo che avremo il vento che ci aiuta a tenere la murata vicino all’attracco.
Una volta fissate le cime di poppa e di prua, se disponibili, dare volta ai pendini sulla murata opposta. Preventivamente non dimentichiamo di posizionare i parabordi in modo corretto sulla murata di attracco. Concluso l’ormeggio si spegne il motore.

Mollare l’ormeggio

Per uscire, sia che abbiamo attraccato con murata destra che con la sinistra, ciò che conta è ancora una volta la direzione del vento e gli spazi utili di prua e di poppa. Ipotizzando mare calmo con un leggero vento di prua e spazi sufficienti, mollare prima la cima di prua e, dando tempo al vento di allargare la prua dalla banchina, si molla di poppa e si inserisce la marcia al motore, avendo avuto cura di accenderlo precedentemente.  Esattamente l’opposto con il vento di poppa.

Qualche difficoltà in più si ha quando troviamo condizioni meteo avverse.

Con vento di traverso proveniente dalla banchina la manovra è meno agevole in entrata, ma molto più agevole in uscita.

In entrata infatti la barca verrà spinta dal vento lontano dalla banchina, il che ci costringerà ad una manovra più veloce e stretta; viceversa in uscita una volta mollati gli ormeggi sarà il vento a spingere la barca ed allontanarla dalla banchina riducendo al minimo le nostre manovre.

Conseguentemente con vento di traverso opposto (cioè dal mare verso la banchina) il precedente esempio si capovolge

ed in uscita avremo qualche difficoltà in più, sarà quindi utile premunirci di un mezzo marinaio per aiutarci ad allontanare lo scafo dalla banchina.
Se invece ci troviamo in presenza di mare agitato l’attracco segue le medesime procedure, ma è consigliabile contattare l’ormeggio di destinazione per richiedere assistenza da terra. In più l’ormeggio va rinforzato con cime dette “spring” da legare ad incrocio tra gli attracchi di terra e i ¾ di prua e poppa della barca, (per le barche che lo prevedono alla bitta centrale).  Quando andremo a mollare l’ormeggio si procederà liberando prima i traversini, poi gli spring e in caso di vento e mare che spingono verso la banchina sarà necessario aiutarsi con un mezzo marinaio per allontanarci.

2 Comment

  1. Salvatore says:

    Ottimo, istruttivo.

  2. nauticags says:

    Siamo davvero felici che il nostro articolo può essere stati di aiuto.

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