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Rimessaggio invernale sai cosa fare?

Rimessaggio invernale sai cosa fare?

Rimessaggio invernale sai cosa fare? Prepariamoci con “l’invernaggio”

Rimessaggio invernale: sai cosa fare? Prima di effettuare la sosta invernale della nostra imbarcazione, che sia in acqua o in secco, è importantissimo avere alcune premure, piccoli e semplici gesti che le garantiranno un “sereno riposo”.


Per iniziare dedichiamoci ad un accurato lavaggio della barca, dentro e fuori. E’ davvero importante prima che arrivino le lunghe soste invernali lavare accuratamente sia gli interni sia la coperta, eliminado così lo sporco che nel tempo potrebbe incrostarsi e nei lunghi periodi di stazionamento far proliferare batteri e/o attirare animali. La raccomandazione principale è quella di utilizzare prodotti prettamente realizzati per la nautica, così da non creare danni alle superfici, utilizzando quindi prodotti specifici per il lavaggio del gealcoat, del teak, dei tubolari per i gommoni, ecc… (scopri i prodotti per la cura della barca).


Dopo esserci presi cura dell’opera morta è il momento di effettuare la pulizia della carena, così da non permettere alla vegetazione marina di “aggredire” lo scafo e provocare nel lungo tempo problemi di osmosi. Inoltre una carena pulita, tenuta a secco, permette a quest’ultima di “respirare” ed asciugarsi, abbattendo i livelli di umidità all’interno che ne potrebbero provocare osmosi.
Infine, ma non meno importante, è doveroso prenderci cura del motore. Infatti è buona norma, prima di lunghe soste, far girare il motore in acqua dolce almeno 20/30 min dopo averlo fatto arrivare temperatura, così da eliminare la salsedine all’interno.

Lavori invernali:

Con l’inverno arriva il periodo dell’anno in cui possiamo dedicarci ad effettuare lavori di ordinaria e straordinaria manutenzione della nostra barca.
Il miglior modo per arrivare preparati in cantiere con le idee chiare su quali interventi sono necessari è effettuare un accurata checklist (scarica la nostra chacklist) delle utenze, dei livelli e dei malfuzionamenti rilevati quando lo scafo è ancora in acqua e operativo.
Alcuni interventi però vanno effettuati di prassi su tutte le imbarcazioni per poter essere certi di aver effettuato un buon rimessaggio:


Tagliando e controllo ai motori
Dopo aver fatto girare il motore in acqua dolce, aiutandoci con le apposite cuffie di lavaggio motore, è necessario per la buona funzionalità del motore, che sia fuoribordo o entrobordo, effettuare il tagliando ordinario. Ogni tagliando consiste principalmente nella sostituzione di: candele, girante pompa dell’acqua, filtri, anodi sacrificali ed olio. Ovviamente un controllo più approfondito va fatto per valutare le condizioni generali del motore. In questa fase è importante controllare e, qualora ce ne fosse bisogno, sostituire anche la valvola termostatica, cinghie e cuscinetti, paraoli, guarnizioni, collettori e riser di scarico (per motori entrobordo); il tutto “condito” da un abbondante ingrassaggio di tutti i leverismi. Anche la parte elettrica del motore ha bisogno di attenzione: in particolar modo è bene far revisionare ogni 2/3 anni l’alternatore o regolatore di tensione ed il motorino di avviamento, così da non avere brutte soprese all’accensione.
Per quanto riguarda le trasmissioni invece il discorso cambia in base alla tipologia presente a bordo.
Nel caso di motori fuoribordo il piede va smontato per sostituire la girante nel corpo pompa, effettuare l’ingrassaggio dei leverismi, la sostituizione dell’olio piede e la sostituzione degli anodi.
In caso di piedi poppieri va eseguita la sostituzione delle cuffie (cardanica e di scarico), va sostituito l’olio piede e gli anodi sacrificali.

Infine per le trasmissioni a linea d’asse va controllata la cuffia sull’astuccio (detta anche stuffy box) o la corda grassa, vanno sostituiti gli anodi che proteggono la linea d’asse (anodo a collare) e l’elica (anodo ad ogiva). Anche se non riguarda direttamente la motoristica, è bene controllare anche i lacci di comando motore (marce e accelleratore) e il laccio timoneria, con annesse leve di comando e timoneria. Questi infatti con l’usura ed il passare degli anni tendono ad indurirsi e spezzarsi.

Stato delle batterie e impianto elettrici

Uno degli elementi che soffre di più le lunghe soste invernali è la batteria. Il suo inutilizzo prolungato infatti ne provoca lo scaricamento e la conseguente rottura.
Importante è quindi caricare le batterie prima della sosta invernale o controllarne periodicamente la carica, o lasciarle collegate ad un caricabatterie elettronico che ne mantenga costantemente lo stato di carica. Un ottimo aiuto in questo caso sono i pannelli solari, che proprio come un caricabatterie mantengono costante la carica alle batterie allungandone la vità. Importante, per chi possiede batterie a liquido è controllarne il livello ed ovviamente rabboccare nel caso il livello sia basso. Infine con un po’ di grasso, preferibilmente a vasellina, ingrassiamo i morsetti per salvaguardarli dall’usura.

Per quanto riguarda l’impianto elettrico, dopo un check generale del funzionamento di tutte le utenze eletriche è buona norma pulire i terminali delle connessioni elettriche, ove ce ne sia bisogno, con un apposito spray e di seguito proteggere le stesse con uno spray a silicone o meglio ancora a base di PTFE. Non dimentichiamoci dei motori elettrici che si trovano sulla nostra barca (come verricelli, motori wc elettrici, pistoni elettrici, ecc…) e che anche loro vanno periodicamente revisionati, almeno ogni 2/3 anni.

Manutenzione vele e tappezzeria

Chi possiede una barca a vela ha un po’ più di lavoro da fare. Infatti c’è da prendersi cura anche dell’albero e dell’assetto velico, oltre che agli accessori di coperta.
Sia per chi non utilizza le vele durante l’inverno, sia per chi continua a godersi il vento tutto l’anno, almeno una volta ogni 365 giorni vanno smontate le vele per poterle lavare, con appositi detergenti, controllarne lo stato e ricucire dove serve, per poi issarle nuovamente o riporle, ben piegate, in un posto asciutto così che non formino muffa. Una volta rimosse le vele è il momento migliore per pulire, lubrificare e controllare anche i leverismi e gli ingranaggi dell’albero.
Lo stesso trattamento di pulizia e conservazione va riservato alla cuscineria e alle tappezzerie in barca come tendalini, sprayhood, ecc…
Infine ricordiamoci di smontare, pulire e lubrificare tutti gli accessori di coperta che utilizziamo per le manostre durante le nostre veleggiate come i winch, i carrelli, i binari, eventuali avvolgi fiocco o randa, ecc…

Cosa fare prima del varo?

Altri lavori di manuntenzione sono richiesti prima di poter affrontare un nuovo varo.
Partendo dall’opera viva va analizzato lo stato della carena e la giusta funzionalità delle prese e scarichi a mare.
Se la carena presenta bolle, spaccature o pezzi di antivegetativa vecchia caduta o che tende a staccarsi va preso in considerazione la rimozione di tutta la vecchia antivegetativa, operazione comunemente chiamata “carena a zero”.
Portare la carena a zero consiste nel rimuovere tutta l’antivegetativa vecchia ed il vecchio primer, fino ad arrivare al gelcoat originale della barca, per poi applicare dei prodotti anti-osmotici alla carena ed il ripristiono della nuova antivegetativa.
Molto importante è il controllo delle prese e degli scarichi a mare, solitamente presenti per il raffreddamento di alcuni motori, o gli scarichi di lavandini, wc, ecc… La vetustà di queste parti può essere un serio pericolo in mare: è quindi importante controllarne lo stato ed il giusto funzionamento.
Per quanto riguarda invece l’opera morta i lavori che si effettuano solitamente con barca in secco, se ce ne fosse bisogno, sono lavori riguardanti lo scafo come la lucidatura o riverniciatura dello scafo, ripristino di parti lesionate, dei legni di bordo, ecc…

Meglio il rimessaggio a secco o in acqua?

La domanda che ogni armatore si fa alla fine dell’estate. Ma valutiamo pro e contro. Lasciare l’imbarcazione in mare vuol dire esporla alle intemperie e sottoporla inevitabilmente a maggiore usura causata sia dalle correnti calvaniche che dagli agenti atmosferici. Effettuare un invernaggio in cantiere diminuisce il rischio di osmosi, una buona copertura evita la formazione di umidità all’interno e quindi di formazione di muffe, tranquillità durante i periodi di mareggiate che provocano non pochi danni, maggiore facilità nelle operazioni di pulizia e manutenzione.
Di contro c’è ovviamente l’impossibilità di utilizzare l’imbarcazione in tempi rapidi e approfittare di qualche weekend di bel tempo.
Per quanto riguarda i costi invece sostanzialmente possiamo asserire che si equivalgono (ovviamente questa valutazione può variare in base alla locazione geografica). Da valutare che una barca tenuta in acqua avrà un costo di ormeggio, proprio come per la sosta di un cantiere, ed in ogni caso almeno una volta all’anno la barca andrà alata per poter effettuare lavori di carenatura e i tagliandi necessari.

 

SCARICA LA NOSTRA CHECK LIST PER EFFETTUARE TUTTI I CONTROLLI PRIMA DEL RIMESSAGGIO INVERNALE

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