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Quale parabordo è ideale per la tua barca?

Quale parabordo è ideale per la tua barca

I parabordi sono senza dubbio necessari su ogni tipo di imbarcazione. Definiti gli “airbag” della barca, riescono a ridurre i contatti tra le barche, o con la banchina, nei momenti di difficoltà di manovra, o in condizioni avverse del mare all’ormeggio. Ma tra i tanti tipi di parabordi, come facciamo a scegliere quello che fa al caso nostro?

Quale parabordo è ideale per la tua barca?

Le varie tipologie di parabordo: forme e materiali

Parabordo serie F Majoni

Sul mercato si trovano diversi tipi di parabori. I più comuni sono i parabordi in PVC a forma cilindrica o sferica (detti anche parbordi “boa” o “a palla”). Questo tipo di parabordo è una vera e propria camera d’aria che si interpone tra la murata della barca ed il corpo su cui potrebbe urtare causando danni (es.: banchina, altra barca, ecc..). Si gonfiano grazie ad una valvola e grazie agli occhielli posti alle estremità è possibile appenderli alle murate.

Parabordo piatto per riparare motore e murate

Un altro tipo di parabordo molto utilizzato è il parabordo piatto in schiuma espansa a cellula chiusa. Il materiale di cui è composto questo tipo di parabordo è capace di ammortizzare in maniera davvero soddisfacente.

Vediamo quali sono pro ed i contro di questi due tipologie di parabordi.

Differenza tra parabordi in PVC e parabordi PIATTI IN SCHIUMA ESPANSA

Tra i parabordi in PVC ed i parabordi piatti in schiuma espansa ci sono alcune differenze da considerare ad analizzare.

I parabordi in PVC ad esempio sono più facili da posizionare, spostare, rimuovere e riposizionare, ma “rotolano” sulla murata, ed nel caso di un urto in movimento potrebbero spostardi proprio nel momento del bisogno. C’è da dire però che nella maggior parte dei casi creano più distanza, sopratutto agli ormeggi, ed hanno una maggior capacità ammortizzante dato il volume. Essendo camere d’aria però sono anche più soggetti a bucature o “esplosioni” se troppo sollecitati.

I parabordi in schiuma espansa a cellula chiusa ovviamente non sono soggetti a bucature ed essendo piatti non rotolano. Sono meno facili da fissare, nonostante anchessi dotati di appositi fori. Sono “riciclabili” come cuscini di bordo o come comode sedute una volta portati a bordo, guadagnado così spazio e creando meno problemi di stivaggio. Un alto vantaggio di questo tipo di materiale è che non lascia segni sulla barca dato che il sole ed il calore non tendono a scioglierli, come può succedere invece per i parabordi in PVC.

Quanti parabordi servono e dove

Ovviamente il numero di parabordi va sempre rapportato alle dimensioni della barca. In linea di massima si consiglia sempre di applicare un parabordo ogni 2,5/3 metri di distanza, posizionandone almeno uno nella parte più larga della barca, uno verso poppa ed uno verso prua per ogni murata. Se si prediligono i parabordi in PVC e la barca ha una poppa molto stretta, è preferibile adoperare a poppa dei parabordi sferici, così da creare maggiore spessore. Dove invece la murata è più alta è preferibile utilizzare dei parabordi cilindrici, così da coprire l’intera altezza della murata.

Ogni tipo di parabordo ha diverse misure, anche queste vanno selezionate in base al tipo di imbarcazione su cui andranno applicatti.

Come pulirli e proteggerli

Come anticipato prima i parabordi in PVC sono soggetti ad usura, dovuta sopratutto all’azione del calore e dai raggi UV del sole. Questi agenti infatti tendono a sciogliere con il tempo il PVC di cui sono composti, il che porta ad indebolirli, oltre che a lasciare antiestetici segni sulle murate. Per evitare che ciò accade è buona norma rivestire i parabordi con delle coperture delle “calze”. Queste calze oltre ad allungare la vita del parabordo evitano anche che questo si sporchi.

Nel caso in cui i parabordi sono già sporchi e vogliamo pulirli è importante fare attenzione al detergente che utilizziamo. Infatti molti detergenti ad uso domestino, e non solo, posso essere troppo aggressivi o troppo acidi, andando così a deteriorare il PVC. Meglio quindi utilizzare prodotti adhoc per questo tipo di operazione.

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