Gel coat o vernice? Come ripristinare lo scafo

Il gelcoat

Uno dei componenti delle nostre imbarcazioni in vetroresina più importante è il gel coat.
Lo troviamo praticamente dappertutto sulle imbarcazioni in vtr, dall’opera viva fino alla tuga: è usato per dare finitura alla vetroresina e per proteggere quest’ultima dagli attacchi dei raggi uv, dalla salsedine e dall’umidità, che è il peggior nemico della vtr.  

Come è composto il gel coat

Il gel coat è una sostanza composta da una parte di resina, da una parte di pigmenti e da una parte di carichi incerti, che, se applicata correttamente, va a creare uno strato protettivo, ultracompatto e senza porosità.

In base alle varie combinazioni usate e alle proporzioni, si hanno, in linea generale, tre tipi di prodotto: ortoftalico, isoftalico e neopentilico. Il più usato in ambito nautico, proprio perché offre elevata resistenza all’acqua e ai raggi ultravioletti grazie alle notevoli proprietà meccaniche, è l’isoftalico. Evoluzione qualitativa, poi, dell’isoftalico è il neopentilico che offre la migliore delle protezioni nei confronti dell’acqua, degli agenti atmosferici e dei raggi ultravioletti, e rimane immutato a lungo.

Un gel coat, posato a regola d’arte, in superficie diventa durissimo e lucido, in grado di difendere in modo completo dall’umidità tutta l’imbarcazione.

Quando si ripristina il gel coat

Quando ci dicono, ad esempio per l’opera viva, che la nostra barca ha l’osmosi, è proprio perché il gel coat è venuto meno, o per incuria o per vecchiaia, al suo effetto di protezione. (Per saperne di più leggi: “Cos’è l’osmosi? Perchè si forma? Come si risolve?)

Ma è il gel coat sull’opera morta, quella più a vista, la parte soggetta, oltre alle sollecitazioni naturali, anche a quelle “umane”.

Per naturali ci riferiamo all’acqua, ai raggi uv, che procurano quell’ingiallimento brutto a vedersi, al trascorrere del tempo che può procurare microlesioni, all’effetto del sole sui parabordi che, se di non buona marca, sciogliendosi impregnano il gel coat di una mistura di plastica e salsedine appiccicosa.

E poi ci sono le sollecitazioni “umane”, quasi sempre dovute a manovre azzardate fatte da noi ma, spessissimo, da altri; interventi poco professionali o con materiali non idonei, scarsa considerazione alla manutenzione, l’uso di detergenti non idonei e troppo agressivi, la poca “eduzione” degli ospiti in barca (scarpe, sigarette, ecc…) … la lista è lunga.

Si riducono così le murate e la tuga in uno stato, oltre che inguardabile, non più strutturalmente solido; cosa fare?

Sicuramente la prima cosa da fare è rivolgersi ad un esperto, (e non ad un operatore improvvisato), se anche onesto non guasta, che ci possa consigliare.

Normalmente sono due le strade che si possono percorrere per ripristinare lo stato di un gel coat sull’opera morta.

Se lo stato è pessimo allora certamente si deve pensare ad un ripristino completo del gel coat con una sovrapposizione di un nuovo strato dello stesso materiale. Questo si ottiene con una buona pulitura delle murate dai corpi estranei e da una carteggiatura profonda per eliminare la parte gialla o opaca e per preparare alla stesura del nuovo gel. Al termine della posa del gel coat seguono vari tipi di carteggiatura, lucidatura e ceratura, così che le murate ritornino lucide ma soprattutto si sia ripristinata la protezione alla vtr.

La seconda opzione che abbiamo, nel caso il gel coat della nostra barca non sia in pessimo stato, non presenti spaccature, mancanze di pezzi di materiale, ma sia solo ingiallito o opaco o presenti macchie, è scegliere di intervenire con una buona vernice bicomponente o monocomponente.

Quando usare le vernici i gli smalti

Esistono diversi tipi di vernici, ognuna con pregi e difetti. Le più utilizzate sono le vernici e gli smalti poliuretanici che possono essere opachi, lucidi, e anche trasparenti e dai colori più disparati. In base alle caratteristiche i prodotti vernicianti si suddividono in vernici, pitture e smalti.

Le vernici (utilizzate prevalentemente sulle parti in legno)sono prodotti trasparenti, composti generalmente da leganti, solventi e additivi, privi di pigmenti.
Le pitture sono prodotti che contengono anche pigmenti e/o cariche, quindi sono coprenti, e vengono chiamate smalti quando hanno caratteristiche di brillantezza, levigatezza e maggiore resistenza agli agenti esterni.
Tutte possono essere usate su superfici in legno, vetroresina, plastica e metalli, importante è utilizzare, sopratutto se si applica per la prima volta il prodotto un primer adeguato, che ne favorisca il grip.

Molto importante è la differenza tra smalti monocomponenti e bicomponenti.

Gli smalti monocomponenti per imbarcazioni, specifici per resistere agli agenti atmosferici, sono più facili all’uso poiché non richiedono il calcolo delle percentuali di catalisi ed indifferentemente si applicano a spruzzo o a pennello. Ideali per coprire superfici integre ma scolorite o per modificarne il colore.


Gli smalti bicomponenti per imbarcazioni,  sono composti da due prodotti: la soluzione di resina ed un catalizzatore. Forniscono una protezione e resistenza agli agenti atmosferici nettamente superiore, rispetto ai prodotti monocomponenti, ma di contro richiedono maggior attenzione nell’utilizzo poiché devono essere catalizzati con precisione per evitare difetti di essiccazione e perdita delle caratteristiche peculiari; una volta catalizzati lasciano un tempo limitato di utilizzo (pot life) prima di “impolmonire” e diventare solidi ed inutilizzabili. Preferibilmente si applicano a spruzzo poiché normalmente presentano una essiccazione più rapida che non permette un’ottima distensione a pennello. Vengono preferite solitamente per coprire superfici più usurate, ma in ogni caso non danneggiate, per la loro resistenza maggiore agli agenti atmosferici e meccanici (come ad esempio i graffi).

Anche le vernici, come gli smalti, sono di due tipologie: monocomponenti e bicomponenti.
Ricalcano le stesse caratteristiche degli smalti con l’unica differenza che sono trasparenti.

Infine esistono pitture create per essere resistenzi ad agenti come olio, carburanti, grassi, ecc…, ottime per ripristinare l’interno dei vani motore.

Costi

Un’ultima scelta incide sul lavoro da eseguire ed è quello economica.
Per la difficoltà e l’impiego di persone competenti, ripristinare il gel coat, ha un costo sicuramente più alto di un lavoro di verniciatura, proprio per il costo dei materiali e del tempo di lavoro. Differenza di costi la troviamo anche tra le vernici bicomponenti e monocomponenti, essendo le prime più costose delle altre.

Alcuni esempi di prodotti

1 Comment

  1. Franco says:

    Un bel chiarimento, grazie mille!

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