Antivegetative: le caratteristiche e come sceglierle

Gli organismi vegetali (alghe) e animali (crostacei e molluschi) che si depositano sulla carena, sulle eliche, sui piedi poppieri, sugli scarichi e sulle bocche di aspirazione dell’acqua di raffreddamento del motore non solo costituiscono un problema estetico ma compromettono la velocità dello scafo, incrementando le spese di carburante, e danneggiano la superficie dello stesso.

Di qui nasce la necessità di utilizzare le pitture antivegetative da scegliere con estrema cura e in base a criteri ben precisi.

Le antivegetative (antifouling) devono la loro efficacia alla presenza di biocidi il cui rilascio nell’ambiente è dosato e controllato, per essere attivo solo in stretta prossimità della barca e limitare l’inevitabile effetto inquinante. L’ossido di rame, è il biocida attualmente più diffuso. Lo stagno, largamente usato in passato, è stato bandito per il suo alto potere inquinante. Nuove formulazioni come l’utilizzo di micro particelle di carbonio, in grado di creare un film estremamente liscio, a bassissimo attrito, ideali per le barche da regata, si stanno ultimamente affermando.

Le antivegetative, per imbarcazioni in legno e vetroresina,possono essenzialmente essere divise in due gruppi distinti in base alla formulazione: autolevigante e a matrice dura.

Antivegetative autoleviganti

L’antivegetativa autolevigante o autopulente, adatta a scafi con velocità di crociera fino a 25 nodi, affianca all’azione chimica, un’azione meccanica che ne aumenta l’efficacia.
Durante la navigazione lo strato più esterno dell’antivegetativa si rimuove così da mantenere una superficie sempre nuova e levigata, ostile alla formazione di alghe o dei cosiddetti denti di cane.

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Antivegetative matrice dura

L’antivegetativa a matrice dura agisce solo chimicamente. In essa la quantità di resine insolubili presenti nello strato ne impedisce il dissolvimento. Le resine sono miscelate alle particelle attive (biocidi) che sono così a diretto contatto tra loro e quando se ne dissolve una, quella adiacente rimane esposta. Grazie a queste caratteristiche, le antivegetative a matrice dura sono ideali per imbarcazioni molto veloci, per imbarcazioni ormeggiate in acque stagnanti e per imbarcazioni da regata.

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Antivegetative e superfici metalliche

Le superfici metalliche richiedono un’attenzione particolare.
Utilizzare su queste superifci antivegetative contenenti biocidi metallici potrebbe innescare processi di corrosione galvanica capaci di causare seri danni allo scafo.

Tutti i produttori offrono oggi antivegetative espressamente dedicate alla protezione di piedi poppieri, bulbi, flap ed eliche, scafi in ferro o alluminio.

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Antivegetative per gommoni

Le parti in vetroresina dei gommoni possono essere trattate con qualsiasi antivegetativa.
Per i tubolari invece è consigliabile l’utilizzo di antivegetativa specifica a matrice flessibile espressamente formulata per non danneggiare le parti in gomma ed adattarsi alle inevitabili deformazioni delle superfici flessibili senza screpolarsi e distaccarsi.

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Calcolo della antivegetativa

Per sapere di quanta antivegetata abbiamo bisogno per verniciare la carena del nostro scafo, possiamo utilizzare una sempre formula per il calcolo della superfecie in metri quadrati (mq).

X = largh (baglio massimo)
Y = pescaggio
Z = lungh al galleggiamento

Il calcolo è dunque il seguente :
— Formula per imbarcazioni a motore :
Area in mq = (X + Y) * Z

— Formula per imbarcazioni a vela e normale pinna/bulbo :
Area in mq = [(X + Y) * Z] * 0,55

— Formula per imbarcazioni a vela a chiglia lunga :
Area in mq = [(X + Y) * Z] * 0,75

1 Comment

  1. careana says:

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